Città murata
Città murata


Chi giunge da Mantova o da Parma, scorge Sabbioneta circondata da una massiccia cortina di mura. I suoi sei bastioni, che le conferiscono l’aspetto di un esagono irregolare, sono parte del progetto originale di Vespasiano. In passato, infatti, Sabbioneta era circondata da una malsana palude, che se da un lato difendeva naturalmente la città da possibili attacchi, dall’altro era soggetta a periodiche alluvioni e causa di numerose epidemie. Vespasiano ordinò la costruzione delle mura e i lavori durarono oltre trent’anni, dal 1556 al 1589. Egli, inoltre, appoggiò importanti interventi d'ingegneria idrica che giovarono tanto all’agricoltura quanto alla salute della sua città ideale e, al di fuori delle mura, fece scavare un profondo fossato difensivo.
Due sono le porte di accesso alla città:
  • Porta Vittoria fu la prima porta di Sabbioneta, progettata e costruita nel 1562. Sopra l’ingresso principale si trova lo stemma dei Gonzaga-Colonna e un’epigrafe con un’iscrizione che recita “Vespasiano Gonzaga, marchese e fondatore di Sabbioneta, dedicò questa porta alla Vittoria come buon auspicio”. Al piano superiore si apre un loggiato con copertura lignea da cui i soldati controllavano gli accessi. 
  • Porta Imperiale è dedicata all’Imperatore Rodolfo II D’Asburgo di Praga, come ci ricorda l’epigrafe posta sopra la porta centrale, che recita: “Vespasiano, per grazia di Dio, Duca di Sabbioneta, fece costruire questa porta fregiata del nome imperiale, nell’anno della salvezza 1579”. A coronare le alte parole, Vespasiano collocò sopra di essa il proprio stemma ducale. La porta ha tre ingressi, un tempo provvisti di ponti levatoi. La facciata è completamente rivestita da bugne di marmo bianco e nella chiave di volta dell’ingresso centrale è inserito un grottesco mascherone.
Lungo il terreno che circonda la città, Vespasiano ordinò che mai vi fossero piantati alberi e per questo motivo l’area è chiamata, ancora oggi, “Tagliata”.