Sabbioneta dopo Vespasiano
Sabbioneta dopo Vespasiano


Con la morte di Vespasiano Gonzaga Colonna iniziò per Sabbioneta un lento ma inesorabile declino.
Dopo un colpo di stato ordito dalla nobiltà cittadina, nel 1592 Sabbioneta fu inglobata nei domini dei Gonzaga di Mantova e di San Martino dall’Argine. Passata di mano in mano, seguì le sorti del Ducato mantovano e nel 1746 entrò a far parte dei possessi dell’Impero asburgico, rimanendovi fino al 1796. Con l’occupazione austriaca furono smantellate la rocca e l’armeria e furono soppressi i conventi con la conseguente requisizione di beni mobili e immobili. La spogliazione della città continuò anche ad opera delle truppe napoleoniche.
Dal 1814 al 1859 fu pertinenza del Regno Lombardo Veneto, per essere annessa in quell’anno al Regno d’Italia, retto dai Savoia. Da quel momento il Palazzo Ducale fu trasformato in Municipio e la città seguì le sorti del nuovo stato unitario.
La prima campagna di restauro, sotto la direzione del soprintendente Pietro Gazzola, interessò la riqualificazione del Teatro, fino ad allora cinematografo comunale, e di Palazzo Giardino con la Galleria degli Antichi. I lavori a Palazzo Ducale terminarono nel 1971, trasformando l'edificio in sede museale.